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Dopo otto anni di matrimonio si separano perché lui prende coscienza
del proprio orientamento sessuale e quindi, in forma consensuale, arrivano
al divorzio.
Ma poi nascono i problemi.
La bimba viene affidata alla madre, praticamente in via esclusiva, con
la possibilità per il padre di vederla per brevi periodi. Quando però
lui chiede di portare la figlia in vacanza nell’isola greca di Samos succede
il casino. L’ex moglie non acconsente in quanto, ritenendo l’isola meta
di turismo omosessuale, ha paura che la bimba si possa turbare.
L’uomo ricorre allora alla giustizia e chiede una modifica all’affidamento.
E i giudici lo cambiano. “Il semplice fatto che uno dei genitori sia omosessuale
non giustifica, e non consente di motivare, la scelta restrittiva dell’affidamento
esclusivo”. Così recita un passaggio del decreto del Tribunale di Bologna
estendo i tempi durante i quali il padre potrà stare con la figlia a un
week end a settimane alterne, a tre settimane in estate, a sei giorni
nel periodo natalizio e tre a Pasqua.