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Un software italiano calcolerà se un asteroide potrà colpire la terra

Erano le 7,17 del mattino del 30 giugno 1908. 100 anni fa. Un asteroide del diametro di una cinquantina di metri esplose in volo a circa 8 chilometri di quota sopra la piana di Tunguska, in Siberia. Un’esplosione pari ad una bomba H di media potenza che fece piazza pulita su un’area di oltre 2000 chilometri quadrati, per fortuna disabitati. Quello che restò fu una foresta di alberi senza rami, strappati dalla violenza dell’onda urto (vedi foto).
L’evento è importante perché è l’unico con testimoni che lo hanno raccontato e poi studiato da parte degli scienziati. Per fortuna l’esplosione è avvenuta nell’atmosfera e non per contatto con la terra altrimenti i danni sarebbero stati sicuramente peggiori.
La minaccia di asteroidi o comete che possano passare la barriera dell’atomsfera è nota e si stima che un evento del genere possa succedere circa ogni 300 anni. D’altronde è vero che lo spazio è pieno di oggetti potenzialmente pericolosi per la vita umana.
Non è un caso che esistano diversi programmi di sorveglianza che scrutano il cielo alla ricerca di potenziali nemici per la terra. Anche l’Italia vanta un suo avanzato studio. Il gruppo di sorveglianza è attivo presso il dipartimento di matematica dell'università di Pisa e collabora con il Jpl della Nasa, il programma americano. Grazie a un programma italiano, messo a punto proprio a Pisa, è nato il software oggi punto di riferimento in tutto il mondo per calcolare se un asteroide può colpire la Terra nell'arco del prossimo secolo.

Speriamo bene!




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Data: 3-07-2008

Fonte: ilmessaggero.it

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