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I Carabinieri fermano per un controllo di routine una macchina. A bordo c'è un camerunese che esibisce una patente di guida che viene ritenuta falsa. Denunciato.
I militari denunciano quindi il ragazzo, un 36enne, per aver contraffatto il documento di guida e per sicurezza, ne chiedono conferma al Reparto investigazioni scientifiche (Ris) di Parma: non ci sono dubbi, il documento è palesemente falso.
Non c'è scampo per il camerunese che dovrà rispondere davanti al giudice.
Ma proprio durante la sentenza succede che mentre l'accusa conferma, con una deposizione di un maresciallo dei Ris, che il documento è stato falsificato, la difesa mostra una comunicazione dell'autorità del Camerun che informa che i dati contenuti nel documento sono esattamente quelli che corrispondono alle loro banche dati e che il documento può apparire contraffatto a causa di "una cattiva gestione" degli uffici preposti che usano modelli non conformi allo standard ma ugualmente validi.
Il giudice ha ovviamente assolto il ragazzo perchè il fatto non sussiste.