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Alla fine chi ci rimette è sempre il lavoratore. In questo caso un camionista, stremato, deve ricorrere alle cure dell’ospedale dopo che gli ha preso un malore dopo 5 giorni ininterrotti sul suo camion con 30 tonnellate di rifiuti che nessuno vuole.
La strana storia. Una ditta di Rovigo compra 30 tonnellate di plastica
da una ditta di Vittoria (Ragusa). Siamo però nel 2006.
Quando il carico arriva all’interporto di Rovigo, primo viaggio, il nucleo
operativo ecologico dei Carabinieri, durante una normale ispezione ,trova
delle irregolarità su parte del carico, 4.000 balle, e pone il tutto sotto
sequestro: ci sono dei rifiuti speciali non autorizzati.
Il carico rimane all’interporto fino a quando, il mese scorso, viene dissequestrato.
La ditta di Vittoria, nel frattempo, ammette una certa irregolarità e
manda il camionista a riprendere il materiale. Secondo viaggio.
Quando però il camionista arriva a Vittoria, la ditta rifiuta di accettare
il carico, non si sa per quale motivo. Al camionista non resta altro che
tornare in quel di Rovigo dalla ditta acquirente che si era resa disponibile
ad effettuare lo smaltimento delle 4.000 balle. Terzo viaggio.
Arrivato a Rovigo però la ditta veneta non riesce ad ottenere le autorizzazioni
per ritirare il rifiuto speciale.
Il camionista così rimane intrappolato nell’interporto di Rovigo per 5
notti, fino a quando la scorsa domenica si sente male e ricorre alle cure
dei medici.
Sorge ora il sospetto che il malore sia dovuto al carico di rifiuti speciale ma forse anche tossici.
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