I sindaci chiedono aiuto alla Caritas contro le prostitute

L’amministrazione pubblica ha fallito. Almeno nel combattere la prostituzione che affligge la Marca Trevigiana.

I sindaci ne avevano provato di tutte: dai cartelli stradali anti prostitute, agli alberghi riservati ai loro affari, alle ordinanze contro le soste delle macchine. Un fallimento.
Sono stati gli stessi sindaci che hanno chiesto aiuto alla Caritas: verranno istituite delle “ronde sociali”, degli operatori di strada che cercheranno di intervenire per prevenire, di educare e ascoltare, di combattere il problema a monte.

Gli operatori contatteranno solo chi si renderà disponibile a farlo, sia i clienti che le prostitute. Obiettivo è quello di spiegare bene le conseguenze dei loro rispettivi comportamenti sul piano dell’igiene e della sicurezza.

Le statistiche della Caritas, che conosce bene il problema, sono alquanto allarmanti: i clienti si suddividono in 83,3% maschi e 16,7% donne. Il 29,1% ha meno di 30 anni, il 4% ha più di 65 anni. L’80% è genitore e il 20% non ha figli. Il 60% sono coniugati, il 35% celibi e il 5% separati. Il 20% fa l’operaio, al 10% il libero professionista, l’impiegato, l’imprenditore, l’addetto al commercio, il rappresentante, l’artigiano, l’insegnante, il trasportatore.
Delle prostitute solo il 28% è preoccupata di contrarre malattie. Il 65% afferma di avere rapporti con altre prostitute.




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Fonte: quotidiani

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