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Zanzare geneticamente modificate contro la malaria. I primi test in Italia

La malaria esiste ancora, soprattutto in Africa, e ogni anno ancora troppe persone ne vengono colpite perdendo la vita. Si stima che ci siano ogni anno tra 1 e 2 milioni di morti, soprattutto in Africa, soprattutto bambini.
Ad ogni la cura più efficace sembra essere la terapia combinata a base di derivati dell'artemisinina (ACT), l'artemisinina, un estratto della pianta cinese Artemisia. Ma c’è un problema: è costosissima.
L’alternativa futura, una speranza, è rappresentata dal lavoro di un gruppo di scienziati italiani che ha messo a punto un sistema per debellare definitivamente la malattia combattendo il problema alla radice, ossia impedire che le zanzare anofele, portatrici della malaria, si possano riprodurre arrivando così all’eliminazione della specie.
Il metodo “italiano” è quello comunemente utilizzato per altre specie di insetti, quale la mosca della frutta, e consiste nel rendere sterili i maschi delle zanzare. Fino ad oggi il metodo non era applicabile alle zanzare in quanto era impossibile stabilire il sesso della zanzara che si definisce solo in età adulta.
La tecnica per riconoscere il maschio è stata però trovata e così ora si potrà partire con la sperimentazione. Gli animali verranno messi in quattro grandi gabbie larghe 10 metri e alte 15, zanzare femmine e maschi geneticamente modificati e quindi sterili. L'obiettivo è di ottenere una drastica riduzione delle prime.
Se l’esperimento funzionerà, primo al mondo, si avrà raggiunto uno dei risultati più importanti nella lotta alla malaria intervenendo direttamente a monte del problema, con un metodo mirato e senza conseguenze sull'ambiente.
Perché le sperimentazioni in Italia? Per tre motivi: primo,le zanzare utilizzate nei test sono africane e in Italia non esistono quindi in caso di rilascio accidentale non potranno trasmettere le loro caratteristiche alle nostre; secondo, perché nel periodo invernale in Italia le zanzare africane non potrebbero vivere e anche questo risulta una buona sicurezza in caso di incidente; terzo, per le competenze dello staff scientifico italiano.




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Data: 1-07-2008

Fonte: ilmessaggero.it

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