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La storia delle olimpiadi è antica, sicuramente più vecchia di quello
che si pensi. Le olimpiadi nascono infatti ben prima della nascita di
Cristo anche se la prima data certa è “solo” il 776 a.C. quando tra l’altro
presero anche il nome di “giochi olimpici” in quanto avvenivano presso
la città di Olimpia.
Tornando alle origini più antiche, il poeta Pindaro (V sec. a.C.) e lo storico Pausania (Il sec. d.C.), danno due versioni diverse sulle origini delle Olimpiadi; entrambi però riconoscono il merito della loro istituzione al mitico personaggio di Eracle (Ercole), il semidio figlio di Zeus.
Queste versioni, evidentemente, non vanno prese alla lettera. In realtà, si tratta soltanto di due fra i più autorevoli tentativi di attribuire un attestato di nobiltà ai giochi olimpici, situando ne la nascita nei secoli oscuri della preistoria, quando dèi e semidei avevano ancora l'abitudine di passeggiare sulla terra.
Dati più “veritieri”, ricavati da attente analisi storiche suggeriscono che i giochi facessero parte delle liturgie funebri per scaricare le tensione negative generate dall’evento luttuoso. Erano, insomma, una riaffe¬mazione di vita, una sfida alla morte. Se si pensa poi, che, prevalentemente, i giochi si svolgevano durante le campagne militari, per onorare la memoria dei guerrieri più valorosi, è facile dedurne l'importanza. Servivano infatti a rinsaldare il morale delle truppe, e a riprendere fiducia in se stessi e soprattutto nella propria forza fisica, elemento decisivo nelle guerre di quei tempi.
E’ quindi nel 776 a.C. che i giochi non furono più collegati alle liturgie funebri, acquistando piena autonomia e una sede precisa. Venne stabilita la periodicità dei quattro anni e così continuarono fino al 394 d.C. quando l'imperatore Teodosio ne decise l'abolizione.