Ricerca personalizzata
|
![]() |
L’unità di misura
era il piede di Eracle. Lo stadio di Olimpia misurava 600 piedi corrispondenti,
oggi, a 192,27 metri. Il che significa che il piede di Eracle era di 32
cm… Lo stadio di Olimpia era però maestoso e poteva ospitare sugli spalti
ben 60.000 spettatori. Le attrazioni più importanti erano la corsa, il
salto, il lancio del giavellotto, la lotta e la gara delle quadriglie.
Tutto intorno esibizioni di musici, di oratori, di teatranti e soprattutto
di giocatori di pallone. Non proprio il gioco del calcio ma quasi. Questa
è la “telecronaca” di Antifone che così descrive l’azione di un campione
del IV secolo a.C.: «Quando si fu impossessato della palla, si diverti
a passarla a un altro giocatore eludendo un avversario; abilmente la tolse
a un altro e, con alte grida, la lanciò a un compagno. Un passaggio lungo
all'esterno, oltre l'avversario, poi un passaggio breve ... »
Phayllos di Crotone era un super campione della 71esima olimpiade. Nel lancio del disco, che pesava sei chili, circa tre volte quello di oggi, segnò la strabiliante misura di 28, 19 metri. Nel salto triplo la misurata insuperata di 16, 31 metri.
Nelle gare di velocità si deve menzionare Leonida di Rodi che dal 164 al 152 a.C. vinse ben quattro olimpiadi consecutive.
Sicuramente più famosi, per popolarità, i lottatori. Milone di Crotone,
imbattuto per sette olimpiadi consecutive dalla 57esima alla 63esima e
il lottatore spartano Dicone, vincitore quattro volte ai giochi olimpici,
tre volte a quelli corinzi, quattro ai nemei e cinque volte a Delfi.