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Lo dice l’Associazione nazionale delle aziende ittiche (Assoittica Italia) dopo un attento esame scientifico voluto dopo aver riscontrato la presenza, anche abbastanza importante, di una larva che se ingerita viva può provocare nell’uomo la formazione di granulomi e ulcere nello stomaco per i quali si dovrà intervenire solo con interventi chirurgici.
L’allarme è quindi reale e concreto.
E’ importante sottolineare che il problema vale solo per il pesce crudo,
marinato o condito con olio, sale e limone.
Sì, perché sia la normale cottura che la congelazione-surgelazione per almeno
24 ore del pesce crudo pulito, lo neutralizzano completamente.
Il problema però, che secondo le indagini di Assoittica Italia riguarda
l’80% del pescato, non è nuovo. Già nel 1992 le larve vennero trovate in
alici e sardine, poi anche in merluzzi, triglie, sgombri, pesci sciabola,
ecc. e il Ministero della Sanità emanò un’ordinanza, tra l’altro ancora
in vigore, con la quale si vieta a ristoranti e mense collettive di servire
pesce crudo (a meno che non si tratti di pesce congelato o surgelato) e
si raccomanda ai consumatori di cuocere il pesce per almeno 10 minuti a
60 gradi.
Fonte: www.sicurezzalimentare.it
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