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L’Unione Nazionale Consumatori, nel suo sito internet, risponde ai quesiti
delle tante persone che chiedono chiarezza sulla leggerezza delle acque
minerali che troviamo al supermercato.
Sempre più spesso veniamo infatti attratti dalla pubblicità, sulle tv
ma anche sulla carta stampata, che reclamizzano l’acqua in base al contenuto
di residuo fisso inducendo il consumatore a pensare che più è basso questo
valore più l’acqua fa bene.
Non è proprio così.
La legge italiana fissa tre categorie di acque minerali: “minimamente
mineralizzata” (residuo fisso non superiore a 50 milligrammi), “oligominerale”
(fino a 500 mg) e “ricca di sali minerali” (oltre i 1500 mg) non imponendo
però di riportare sulla etichetta l’esatto valore di residuo fisso e soprattutto
l’unità di misura. Si può quindi trovare un’acqua con l’indicazione di
0,850 grammi e un’altra con la scritta 85 milligrammi. Il consumatore
sarà più portato ad acquistare la prima non rendendosi conto che è invece
la seconda ad essere addirittura 10 volte più leggera.
Sul fatto poi che meno sali minerali ci siano l’acqua sia più buona non
è completamente corretto: dovremmo allora bere l’acqua distillata, completamente
priva di sali minerali ma che in realtà e fortemente aggressiva e decalcifica
le ossa.
L’Unione Nazionali Consumatori riporta comunque un elenco delle acque
minerali più leggere, cioè con il residuo fisso minore di 50 milligrammi,
che riportiamo di seguito:
Denominazione e residuo fisso (milligrammi/litro)
Lauretana 14,0
Plose 25,5
Lurisia-Fonte S. Barbara 35,4
Pian della Mussa 36,0
Bernina 36,1
St. Moritz 36,1
Vallechiara 36,5
S. Bernardo-Sorgente Rocciaviva 38,0
Sant'Anna di Vinadio 39,0
Valverde 40,1
Fontedoro-Sorgente Nunzio III 43,0
Surgiva 44,0
Stella Alpina 45,2
Calizzano 47,0
Valmora-Sorgente Aburù 48,0
Norda Daggio 49,0